www.italvideonews.com
IL SITO UFFICIALE DI ITALIA STAMPA
Periodico degli Italiani e Amici dell'Italia in Irlanda
Dal "SOLE 24ORE"
IL SOLE 24ORE HA PUBBLICATO IN LUGLIO UN SUPPLEMENTO SPECIALE A COLORI SULL'IRLANDA CON UN MAGNIFICO ARTICOLO DI ALESSANDRO MASI INTITOLATO “SUL COMODINO DI BECKETT” IN CUI VIENE CITATO ITALIA STAMPA QUALE PERIODICO ITALIANO IN IRLANDA FONTE DI CONOSCENZA SULLE RELAZIONI ITALO-IRLANDESI.
Qui di seguito ne riproduciamo il testo
Qui di seguito ne riproduciamo il testo
Dal celebre drammaturgo (che mori con una copia delta "Commedia" accanto al letto ai personaggi di Joyce, la storia del legame che unisce irlandesi e italiani.
Per cercare in Irlanda tracce dell'Italia non si fa molta. fatica. Gli italiani qui sono tanti e ben organizzati, grazie all'attività dell'Istituto Italiano di Cultures a Dublino e dei Comites, a iniziative come Italia Stampa, un periodico in lingua italiana fondato più di vent'anni fa da Concetto La Malfa, ad associazioni culturali e di beneficenza che riuniscono le varie generazioni di nostri compatrioti, mantenendo saldo il legame con la terra natale, ma con l'obiettivo di farsi anche conoscere e apprezzare dagli irlandesi. Come sempre, però, è nell'arte e nella cultura che si trovano indizi di legami phi antichi e più forti fra i due Paesi. Per capirlo basta fare un giro a Castletown House, la più grande country house dell'isola, costruita su progetto dell'architetto fiorentino Alessandro Galilei (1691-1737) e primo esempio di architettura palladiana in terra irlandese. La bellezza e l'imponenza dell'edificio fecero dire nel 1775 a Richard Twiss: «Credo che questo sia l’unico edificio in Irlanda cui si possa applicare il termine di "palazzo"». Per la cronaca, Galilei non proseguì di persona i lavori perche fu richiamato a Roma, dove gli furono affidate opere di altissimo profilo, come la facciata della Basilica di San Giovanni in Laterano e quella di San Giovanni de' Fiorentini. Ma molti furono in quegli anni gli artisti italiani, stuccatori, pittori, vetrai, che abbellirono le residenze dei nobili locali.
Un anno più tardi, nel 1776, fu inaugurato nel celebre Trinity College di Dublino la cattedra di lingua italiana,la prima in assoluto al di fuori del nostro territorio, tramite la quale ancora oggi gli studenti irlandesi possono apprezzare le opere dei nostri grandi letterati. Anche qui, e facile immaginare quale autore sia il più noto e il più apprezzato.
Già, Dante Alighieri. Ancora lui, sempre lui, che viaggia in tutti i Paesi e suona in tutte le lingue senza curarsi del tempo e dei confini. Nelle atmosfere della sua poesia si sono immersi anche i grandi letterati irlandesi. James Joyce ebbe a dire: “Dante è il mio cibo spirituale”. Robin Kirkpatrick racconta che il drammaturgo Samuel Beckett «morì con una copia delta Commedia sul comodino». E anche escludendo la citazione più facile, il monumentale Ulisse, ritroviamo temi danteschi in Gente di Dublino e nel Finnegans Wake, così come è noto che i personaggi più rappresentativi delle opere di Beckett richiamino una figura del Purgatorio, Belacqua, condannato dalla sua stessa pigrizia ad attendere l’ingresso in Paradiso per una quantità di tempo pari alla sua vita terrena. Quell'immobilità, quell'inconcludenza prendono vita fin dei personaggi di Aspettando Godot e diventano alter ego dell'autore, motivo prediletto della sua drammaturgia e simbolo di un'attesa destinata a non diventare mai movimento né impegno.
In conclusione, che vogliate sentire come suona la nostra lingua nell' Irlanda di oggi o che vi interessi scoprire la storia delle nostre eccellenze, questo è un viaggio da cui non tornerete a mani vuote. Non fosse altro che per il piacere di sapere se corrisponde a verità il titolo dell'articolo scherzoso pubblicato proprio su Italia Stampa dallo scrittore italo-irlandese Vincent Caprani: "Gli irlandesi sono soltanto italiani che non temono la pioggia".
Per cercare in Irlanda tracce dell'Italia non si fa molta. fatica. Gli italiani qui sono tanti e ben organizzati, grazie all'attività dell'Istituto Italiano di Cultures a Dublino e dei Comites, a iniziative come Italia Stampa, un periodico in lingua italiana fondato più di vent'anni fa da Concetto La Malfa, ad associazioni culturali e di beneficenza che riuniscono le varie generazioni di nostri compatrioti, mantenendo saldo il legame con la terra natale, ma con l'obiettivo di farsi anche conoscere e apprezzare dagli irlandesi. Come sempre, però, è nell'arte e nella cultura che si trovano indizi di legami phi antichi e più forti fra i due Paesi. Per capirlo basta fare un giro a Castletown House, la più grande country house dell'isola, costruita su progetto dell'architetto fiorentino Alessandro Galilei (1691-1737) e primo esempio di architettura palladiana in terra irlandese. La bellezza e l'imponenza dell'edificio fecero dire nel 1775 a Richard Twiss: «Credo che questo sia l’unico edificio in Irlanda cui si possa applicare il termine di "palazzo"». Per la cronaca, Galilei non proseguì di persona i lavori perche fu richiamato a Roma, dove gli furono affidate opere di altissimo profilo, come la facciata della Basilica di San Giovanni in Laterano e quella di San Giovanni de' Fiorentini. Ma molti furono in quegli anni gli artisti italiani, stuccatori, pittori, vetrai, che abbellirono le residenze dei nobili locali.
Un anno più tardi, nel 1776, fu inaugurato nel celebre Trinity College di Dublino la cattedra di lingua italiana,la prima in assoluto al di fuori del nostro territorio, tramite la quale ancora oggi gli studenti irlandesi possono apprezzare le opere dei nostri grandi letterati. Anche qui, e facile immaginare quale autore sia il più noto e il più apprezzato.
Già, Dante Alighieri. Ancora lui, sempre lui, che viaggia in tutti i Paesi e suona in tutte le lingue senza curarsi del tempo e dei confini. Nelle atmosfere della sua poesia si sono immersi anche i grandi letterati irlandesi. James Joyce ebbe a dire: “Dante è il mio cibo spirituale”. Robin Kirkpatrick racconta che il drammaturgo Samuel Beckett «morì con una copia delta Commedia sul comodino». E anche escludendo la citazione più facile, il monumentale Ulisse, ritroviamo temi danteschi in Gente di Dublino e nel Finnegans Wake, così come è noto che i personaggi più rappresentativi delle opere di Beckett richiamino una figura del Purgatorio, Belacqua, condannato dalla sua stessa pigrizia ad attendere l’ingresso in Paradiso per una quantità di tempo pari alla sua vita terrena. Quell'immobilità, quell'inconcludenza prendono vita fin dei personaggi di Aspettando Godot e diventano alter ego dell'autore, motivo prediletto della sua drammaturgia e simbolo di un'attesa destinata a non diventare mai movimento né impegno.
In conclusione, che vogliate sentire come suona la nostra lingua nell' Irlanda di oggi o che vi interessi scoprire la storia delle nostre eccellenze, questo è un viaggio da cui non tornerete a mani vuote. Non fosse altro che per il piacere di sapere se corrisponde a verità il titolo dell'articolo scherzoso pubblicato proprio su Italia Stampa dallo scrittore italo-irlandese Vincent Caprani: "Gli irlandesi sono soltanto italiani che non temono la pioggia".
IMMAGINI DELLA CITTA`
DI DUBLINO
I cervi allo stato brado di Phoenix Park a Dublino
BORSE DI STUDIO E CONCORSI
Master universitario on line in "Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano all'estero". A fianco di due assegni erogati dal Consorzio ICoN, la Regione Emilia Romagna offre due borse di studio destinate a giovani laureati residenti all'estero, emigrati o discendenti di emigrati dall'Emilia-Romagna. Le iscrizioni al Master rimarranno aperte fino al 25 settembre e informazioni dettagliate sul corso sono disponibili sul sito: www.mastertutelabeniculturali.it
CONCORSI
CONCORSO TEATRALE
Centro Diego Fabbri
Forlì Italy
www.centrodiegofabbri.it
CONCORSI
CONCORSO TEATRALE
Centro Diego Fabbri
Forlì Italy
www.centrodiegofabbri.it
If it is big, we must have it!
La "Ruota" di Dublino, collocata nei docklands della città, dà modo di guardare in su ma anche di guardare in giù sul panorama architettonico della città. Questa nuova introduzione viene criticata In un articolo di Gemma Tipton.
IL FUTURO SI CHIAMA E-CAR
Sapevamo che ce n'erano gia` in giro diverse, ma non ne avevamo ma vista una finora. Stamane abbiamo notato una piccola Mitsubishi ...continua...













